L’aquilone nella notte .
Lo ricordo bambino sui campi di Luglio
Su ali di cielo, ai bordi del mare ,
Era il tempo delle fragole
Delle ciliegie , il colore rosso amore .
Ma poi , poi cambiò l’era :
Eravamo i soli a volare ...
Tra i rapaci uccelli ,tra i tordi dell’aria atona
Monotono il sole, dardeggiava il sibilo del vento .
Tu il ruscello vergineo fosti Aquila !
L’aquilone nella notte di burrascosi effluvi ,
Fosti rugiada e sbocciavi splendida
Nel mio inferno snudavi la tua anima .
E poiché l’essere mio ha il mal d’amore
Per te corallo gli orli dei pistilli ,
Ti dissi :curati di me , dammi il tuo sangue
Nell'assidua visione ,in me, turbi la mia anima.
Ma tu, tu ,oggi mi infondi fragranze primaverili
Lo spasmo lamentoso ,la muta afona ,
Nel profondo silenzio mi sussurri echi
La pochezza dei ricordi fanno umili i miei sogni .
Non ti curi ,di me , hai altro da credere
Vorresti ritornare a volare ad essere unica ,
Ti chiedi: chi è questo ,cosa vuole ...
E' colui che ancora mi fa palpitare il sangue ribollire ?
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
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